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venerdì 9 settembre 2016

L'ISOLA E LA QUOTIDIANA VACANZA DEL MARE

Privilegio e conforto di una giornata d'autunno trascorsa in spiaggia, fra i richiami letterari al siciliano Ercole Patti e alla sarda Michele Murgia

Spiaggia di Mazzarò.
La fotografia è di Nino Teresi
ed è stata pubblicata nel gennaio del 1960
dalla rivista "Sicilia",
edita dall'Assessorato Turismo e Spettacolo

Mese di settembre.
Le città riassumono l'aspetto caotico di gran parte dell'anno; l'inizio delle scuole e la routine del lavoro quotidiano allontanano sempre più il ricordo di un viaggio estivo in una località di mare.
Forse per sopperire ad altre carenze esistenziali loro riservate dall'isola, per i siciliani la giornata marina è un privilegio che non necessita di prenotazioni, di viaggi e di faticosi e definitivi ritorni a casa.


Dopo i primi temporali di fine agosto, le luci del cielo e del mare hanno richiamato i toni pastello dell'autunno; le spiagge poco affollate hanno permesso di riscoprire la percezione della cadenza dell'onda spumosa che si frange sulla sabbia o sulla roccia.
Il pensiero del mare di settembre rimanda così a certe pagine catanesi di Ercole Patti:

"Erano gli ultimi giorni di settembre, faceva un tempo dolce e calmo, l'acqua era appena mossa e faceva leggeri risucchi fra gli scogli.
Il cielo era striato da lontane e trasparenti nuvole"
  
In ogni mese dell'anno il mare offre al siciliano la possibilità di qualche ora di vento salmastro; e di uno sguardo verso la sua infinita linea d'orizzonte, ostacolo e insieme via di fuga per quella che Gesualdo Bufalino definì come "isolitudine".

Spiaggia dello Spisone a Taormina.
E' un'altra fotografia di Nino Teresi
pubblicata dalla rivista "Sicilia"
nel giugno del 1964

In tempi più recenti, un'altra scrittrice isolana - la sarda Michela Murgia - ha così spiegato l'idea naturale di vacanza per chi vive abitualmente in una terra circondata dal mare: 
        
"Per i sardi come me ( ed è lo stesso per i siciliani, i ponzesi, chi vive alle Eolie, alle Egadi e nelle oltre 80 isole abitate in Italia ) il concetto di vacanza o non esiste o è di natura molto diversa da quello concepito nei territori peninsulari e nelle città.
Non è solo la vicinanza al mare a rendere inutili i preparativi del viaggio, le lunghe assenze dalla propria casa e il distacco da tutto, ma è l'idea stessa di quotidianità a fare la differenza, consentendo anche a chi ha vite complicate di stare ogni giorno a contatto con gli elementi rigeneranti del mare e del vento e di non sentirsi mai davvero prigionieri neanche quando si fanno gli stessi lavori di chi vive in città.
Non sono le vacanze più lunghe la soluzione, ma la conquista di un ritmo, di uno spirito d'isola che non faccia arrivare nessuno al punto di desiderare la fuga dalla propria vita"

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