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domenica 25 gennaio 2015

LE ALLEGORICHE VIRTU' DEL CONTE DI ASSORO

Dal secolo XV, il sepolcro di Francesco Ventimiglia celebra le presunte doti di uno degli storici feudatari del paese ennese


Il prezioso sepolcro gaginesco di Francesco Ventimiglia,
all'interno della chiesa dei Carmelitani ad Assoro,
in provincia di Enna.
Le quattro cariatidi femminili rappresentano
le virtù della prudenza, della giustizia, della fortezza
e della temperanza attribuite ad uno dei feudatari locali
di una dinastia di origine catalana.
Nell'altra fotografia del post,
uno scorcio del centro storico di Assoro.
Le immagini sono tratte dall'opera di
E.Chiusa e G.Casolaro "Sicilia", edita nel 1974 da
Edizioni Azienda Grafica Editoriale di Torino 

Molte grandi e piccole città siciliane conservano all'interno delle proprie chiese la memoria della loro lunghissima stagione feudale.
Baroni, conti ed altri più o meno titolati padroni un tempo di feudi agricoli e centri urbani sopravvivono infatti nelle fattezze scultoree di marmo che impreziosiscono le loro tombe: sepolcri talvolta di un qualche interesse architettonico, vanto delle guide storico-artistiche locali che ne ricordano di frequente lo "stile gaginiano"
La ricerca di queste testimonianze funerarie del potere feudale - che a volte ospitano anche arcivescovi e viceré - può essere estesa dalle più note chiese di Palermo a quelle meno conosciute e visitate di paesi lontani dai circuiti turistici della Sicilia.
Un esempio di questo costume si osserva ad Assoro, uno dei centri urbani più antichi dell'isola, un tempo ricco di giacimenti di zolfo e di rocce di alabastro. 
Dal gennaio del 1393 e sino al 1812 in questo paese dell'ennese furono padroni i Ventimiglia, famiglia di origine catalana cui si deve la costruzione di un castello e del campanile della basilica del Priorato di San Leone.
Ad attestare ai posteri il loro secolare potere su Assoro, quattro esponenti di quella dinastia - i conti Ponzio, Vitale, Giovanni e Francesco Valguarnera - si fecero tumulare all'interno della chiesa del Priorato e in quella dei Carmelitani.
Il sepolcro che dal 1491 custodisce in quest'ultimo edificio i resti di Francesco è attribuito a Domenico Gagini ed e' un esempio di quella scultura funeraria del tardo Quattrocento che ebbe il compito di ricordare con fasto i supposti meriti dei nobili feudatari defunti nell'isola.



Le fotografie del monumento funebre del conte di Assoro e del centro storico del paese sono tratte dall'opera di E.Chiusa e G.Casolaro "Sicilia", edita nel 1974 da Edizioni Azienda Grafica Editoriale di Torino
Nella prima immagine, il corpo marmoreo di Francesco Ventimiglia è vegliato da una Madonna con Bambino, il sepolcro è invece decorato da due angeli alati che sorreggono in posizione quasi sdraiata lo stemma del casato.
La tomba è sorretta da quattro cariatidi che rappresentano le virtù attribuite per l'eternità al conte: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza.
Le cronache del quindicesimo secolo non spiegano se Francesco Ventimiglia abbia davvero praticato quelle doti ad Assoro; certo, non lo ha fatto in Sicilia la maggior parte dei baroni del potere e della politica di decenni più recenti ai nostri giorni.



    

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